Il più longevo automobilista d’Italia
A Firenze vive un signore di 96 anni che, a modo suo, è un campione automobilistico. Si chiama Tito Francois e, anche se non ha mai corso in Formula Uno, il suo è un primato importante: è il più longevo automobilista d’Italia munito di patente. Con settantasette anni di guida alle spalle senza aver mai causato o subito un incidente, il signor Francois è anche entrato nel Guinness italiano dei primati. “Ma sono sicuro che migliorerò ancora il mio record: adesso mi hanno rinnovato la patente fino al 2002 e, se sarò bravo e se il buon Dio mi manterrà in salute, continuerò a guidare anche dopo i cent’anni”, dice allegro.
Patentato dal 1923
Il signor Francois ha iniziato a guidare nel lontano 1923 quando ancora le macchine in giro per Firenze si contavano su una mano. “Se si andava fuori città, uno poteva percorrere centinaia di chilometri incontrando solo l’auto della polizia o qualche trattore. Altro che gli ingorghi di oggi! Certo, le strade erano polverose e di tutti questi comodi parcheggi con bar e autolavaggio non c’era neanche l’ombra. Oggi guido un’auto comodissima, con l’aria condizionata e l’airbag, ma sono rimasto affezionato alla mia prima macchina, un modello che adesso sarebbe da museo: se ci penso mi rendo conto di avere veramente quasi cento anni”…
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Il segreto di invecchiare bene, oltre a guidare
Ma deve proprio pensarci su, il signor Tito, perché comunque i suoi 96 anni lui non li dimostra, né se li sente addosso. “Io non faccio come certi vecchietti che già a sessant’anni rinunciano a vivere. Cerco di mantenermi attivo, ogni giorno leggo i giornali e vado a fare una passeggiata nel centro di Firenze”. I riflessi del signor Francois, a detta di chi gli ha confermato la patente, sono tuttora pronti e la vista eccellente. “Ci ho sempre visto benissimo e, oltre che nella guida, devo dire che gli occhi mi sono stati d’aiuto anche nella vita. Per capire le donne, per esempio”.
Con le ragazze una marcia in più
Il signor Francois sfodera una simpatica ironia parlando di affari di cuore. “Oggigiorno ci vuole proprio stoffa per trovare moglie. Non invidio i giovani, la maggior parte delle loro coetanee sono frivole e inaffidabili. Non come ai miei tempi. Io sono stato fortunatissimo a trovare la mia Lina, una donna veramente brava. Lei era splendida, speciale in tutto”. Lina, che ha dato quattro figli al signor Tito, è scomparsa una decina di anni fa, ma per l’automobilista più longevo d’Italia è quasi come se ci fosse ancora. “Come arrossiva quando la corteggiavo e la facevo salire sulla mia auto parcheggiata in piazza! Le sue amiche la invidiavano perché aveva il fidanzato con la macchina mentre i miei amici dicevano che, proprio grazie alla macchina, avevo una marcia in più con le ragazze. Secondo me non era vero, una ragazza speciale come la Lina non si sarebbe mai innamorata di uno solo per la macchina”.
In cantina con la macchina
Comunque sia, nel tempo Lina e le automobili si sono confermate i più grandi amori della vita del signor Tito. Commercialista in pensione, nella sua vita ha avuto una ventina di auto e di motori se ne intende. “Basta un rumorino strano che io intuisco subito quale possa essere il problema. Il più delle volte ci azzecco”.
L’arzillo vecchietto guida ancora tutti i giorni, soprattutto per andare a trovare suo figlio Alessandro che si occupa dell’azienda vinicola di famiglia, a circa 30 chilometri da Firenze. “Produciamo un ottimo Chianti, abbiamo un vigneto di circa sessanta ettari. L’azienda l’aveva fondata mio nonno e tutti siamo cresciuti nella cultura del vino”. Che sia proprio questo il segreto della longevità del signor Tito? “Io bevo vino sin dalla nascita, ma sempre solo a tavola”, ci tiene a precisare. “Mai fuori pasto e mai se sono al volante. Il vino è salute”. Se lo dice uno come lui, c’è davvero da crederci!
Articolo di Francesca Bertha – uscito il 17 novembre 2000 su Grand Hotel
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